dom

24

mag

2009

Trascendere e trasmigrare

Ti sei mai sentito un estraneo, uno straniero, l’abitante di un altro pianeta capitato qui chissà per quale caso? Be’, è così. Quella sensazione è la proba che qui, su questa terra, si sono riunite anime provenienti da mondi, dimensioni o piani della realtà diversi – anime che ben presto riprenderanno il loro cammino nell’universo. Paradiso, inferno, purgatorio...tutto qui, in questo mondo creato dalla tua mente.

 

 

L’esistenza di un Dio, che dovrebbe essere buono e imparziale, non spiega affatto la disparità estrema delle condizioni umane; non spiega perché nascono tante persone già condannate in partenza a morire o a soffrire molto più delle altre. Solo l’idea di una storia precedente, di un viaggio che procede da vite e quindi di un passato delle anime riesce a fornire una spiegazione logica a questa evidente ingiustizia.

          Ma il problema è che restiamo nel campo della logica, con il suo dualismo; mentre la trascendenza dovrebbe per sua natura uscire da tale logica. Accedere alla trascendenza per “comprendere” simili problemi è possibile, purché ci si liberi del pensiero – e della teologia.

 

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