lun

06

lug

2009

Preghiera e meditazione

La prima differenza è che la preghiera si rivolge a un Dio esterno, mentre la meditazione si rivolge alla propria forza interiore, alla propria capacità di modellazione. Ma la differenza può essere annullata se si lascia perdere l’idea infantile di un Dio esterno a noi e lo si considera piuttosto la fonte dell’energia universale, di cui noi siamo parte.

          Una seconda differenza è che nella preghiera si chiede qualcosa a questo Essere, come se da Lui dovesse pioverci addosso una grazia, un miracolo o un qualsiasi intervento. Insomma noi restiamo soggetti passivi.

          Nella meditazione non è così. Non chiediamo un intervento esterno. Ma cerchiamo di suscitare il nostro stesso potere di trasformazione. Siamo noi che ci impegniamo in prima persona, che ci rimbocchiamo per così dire le maniche. Non ci aspettiamo un intervento dall’esterno, ma cerchiamo in noi la forza del cambiamento, della penetrazione, della soluzione del problema.

          In realtà, il presunto intervento esterno, il presunto miracolo o prodigio, avviene sempre per mobilitazione della nostra stessa energia interiore, che è parte di quella universale che ha modellato e plasmato ogni cosa. È questa la “fede che sposta le montagne”, non la preghiera del pigro che aspetta sempre la salvezza da Qualcun altro.

 

Scrivi commento

Commenti: 0

  • loading
Pages to the People