lun
13
lug
2009
Invece di parlare tanto di fede in un Dio, che nella migliore delle ipotesi sarebbe “totalmente altro da te,” la meditazione ti dice: se hai un’anima, se sei un’anima, allora devi percepirla direttamente. Che cosa ti impedisce di farlo? Che cos’è infatti l’anima se non il punto più profondo dentro di te che puoi cogliere quando fai tacere ogni altro pensiero e stato d’animo? Raccogliti, abbandona per un po’ i soliti interessi mondani e sperimenta questo tuo centro interiore. Come fare?
Abbandona ogni attività mentale, metti a tacere ansie, preoccupazioni, quel tuo ego perennemente indaffarato a distinguere, a pensare, a prevedere, a ricordare, a guadagnare, ad accumulare, continuamente roso dalla paura e dal desiderio, spogliati di ogni rivestimento, di ogni titolo, di ogni qualificazione, mettiti a nudo, fermati...e cogli quella sensazione di calma, di pace, quel vuoto silenzioso, quel senso di tranquillità e di vitalità cosmica che è la tua anima, il tuo autentico sé.
Non si tratta di aver fede, ma di sperimentare.