dom
18
ott
2009
Anche se la meditazione non va confusa con la concentrazione, per entrare in stato meditativo occorre utilizzare qualche tecnica concentrativa. La mente infatti è abituata a divagare come vuole, seguendo le sue abitudini.
L’addestramento richiede una progressiva eliminazione delle divagazioni, attraverso vari metodi. Uno per esempio è seguire il respiro, prestando attenzione all’entrata e all’uscita dell’aria attraverso le narici, oppure attraverso l’alzarsi e l’abbassarsi dell’addome. Un secondo è la concentrazione su un punto visivo (in realtà un punto mentale) allo scopo di fermare l’afflusso di pensieri, spesso collegato al movimento degli occhi. Un terzo è l’ascolto dei rumori che ci pervengono dall’ambiente. Un quarto è ripetere un mantra...e così via.
Lo scopo non è tanto svuotare la mente o liberarsi dei pensieri, cioè non è una manipolazione o un controllo della mente, quanto l’eliminazione di ogni intervento sulla mente. Osservare senza interferire. Il risultato è la “presenza mentale”: lo stare attenti al flusso delle attività mentali senza modificarle e senza esserne coinvolti.