dom

28

feb

2010

Un paese senz'anima

In un paese senz’anima, i capi sono corrotti e lavorano più per i propri interessi che per quelli della gente.

In un paese senz’anima, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri.

In un paese senz’anima, i ricchi rubano a tutti e i poveri lottano tra di loro.

In un paese senz’anima, le alte cariche dello Stato e i poteri costituzionali si combattono a vicenda per avere il predominio.

In un paese senz’anima, la religione diventa un insieme ripetitivo di rituali e perde ogni spiritualità.

In un paese senz’anima, non si fanno più figli perché non si ha fiducia nel futuro.

In un paese senz’anima, i vecchi non lasciano più spazio ai giovani, che sono costretti ad emigrare.

In un paese senz’anima, non si avanza più per merito, ma solo per raccomandazione.

In un paese sen’anima, non si vincono più le competizioni sportive perché manca un sano spirito sportivo.

In un paese senz’anima, capitano di continuo sciagure e calamità, alcune provocate dalla natura che si ribella ed altre prodotte dagli stessi abitanti...

          Ma quando perdiamo l’anima? Quando perdiamo il contatto con noi stessi, quando ci proiettiamo solo all’esterno, quando tutto, anche il divino, si fa esteriorità. Infatti, lo spirito degli individui e dei popoli non sta in qualche luogo al di fuori di noi ma proprio nella nostra interiorità.

          Dunque, per recuperare l’anima dobbiamo recuperare il nucleo di spiritualità che sta dentro di noi.

          Solo con la meditazione, il silenzio e la calma, si recupera la propria anima.

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